Biossido di azoto, limite continuamente superato dall’Italia: condanna dalla Corte di Giustizia europea

biossido di azoto

L’Italia non supera i controlli della Corte di Giustizia Europea, che ha deciso di sanzionare la Penisola a causa del superamento costante dei limiti di biossido di azoto nell’aria delle città. Si tratta di una vera e propria stangata per il Belpaese, considerando che questo problema non è nuovo, ma va avanti da diversi anni.

Corte di Giustizia Europea: sanzionata l’Italia a causa delle emissioni

Come accennato poco sopra, per via delle continue e ripetute violazioni in termini di emissioni di biossido di azoto nell’aria delle grandi città, la Corte di Giustizia Europea ha deciso di sanzionare l’Italia, come da regolamento. I livelli di qualità dell’aria vengono infatti considerati uno dei parametri più importanti dagli organi di controllo UE, per verificare la conformità alle direttive di tutela ambientale.

Il problema del biossido di azoto, in particolare, è molto grave, in quanto questo gas è uno dei maggiori responsabili dell’inquinamento urbano, che costa ogni anno agli italiani 180 euro di spese sanitarie. La sanzione è figlia di un comportamento giudicato dalla Corte di Giustizia, da parte del governo e delle istituzioni tricolori, decisamente poco attento nei confronti della problematica.

Come detto, ci si trova di fronte a un problema di lunghissimo corso, dato che le violazioni sono state perpetrate sin dal 2010, e per ben 8 anni consecutivi. A nulla sono servite le giustificazioni addotte dall’Italia, tra cui la difficoltà nel mettere in piedi un sistema che possa abbassare di netto le emissioni.

Nonostante la tendenza sia al ribasso, le soglie non sono state rispettate. Le principali colpevoli sono soprattutto le metropoli della Penisola come Genova, Roma, Milano, Torino, Brescia, Bergamo e Firenze, insieme ad altre “outsider” come Catania.

Non solo biossido di azoto: i principali inquinanti nell’aria

L’inquinamento delle nostre città non è composto solo da biossido d’azoto, ma ci sono numerose sostanze che abbassano la qualità dell’aria. Tra queste troviamo l’ozono, la cui concentrazione viene incrementata dall’utilizzo di combustibili fossili. Questi ultimi dovrebbero essere sostituiti ricorrendo a energie rinnovabili e biomasse, per aiutare non solo l’ambiente ma anche la salute dei cittadini.

Ci sono comunque anche altri inquinanti nell’aria, come nel caso del particolato (PM10 e PM2.5). Si tratta di una miscela di particelle solide e liquide sospese nell’aria, che sono in grado di penetrare anche all’interno delle vie respiratorie, causando ingenti danni sia alla salute che alla qualità della vita. Essendo molto sottili riescono infatti ad arrivare fin nei polmoni, superando tutti i filtri dell’organismo.

È evidente quindi che il problema dell’inquinamento non riguarda solo il biossido di azoto, ma va affrontato a 360 gradi adottando comportamenti virtuosi e misure concrete, al fine di ridurre la percentuale di microparticelle nocive presenti nell’aria cittadina. Fortunatamente uscendo dalle grandi metropoli la situazione sul versante inquinamento migliora, ma è evidente che ci sia ancora molto su cui lavorare.

Il già citato ozono rappresenta dunque un problema, e lo stesso discorso vale per altri elementi inquinanti e volatili come gli ossidi di zolfo, gli IPA (idrocarburi aromatici policiclici), il monossido di carbonio, il benzene, i VOC (composti organici volatili) e la formaldeide. Persino il fumo delle sigarette è un fattore che va a peggiorare la qualità dell’aria che respiriamo, così come gli agenti microbiologici, potenziali veicoli di malattie come la polmonite.